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    <title>Ciotola Naturale Pet Wellness</title>
    <link>https://ciotolanaturale.it</link>
    <description>Diario, consigli e approfondimenti sull&apos;alimentazione naturale del cane e del gatto, a cura di Glauco.</description>
    <language>it-IT</language>
    <lastBuildDate>Mon, 14 Sep 2026 09:00:00 GMT</lastBuildDate>
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      <title>Come ho imparato a leggere l&apos;etichetta del cibo per cani</title>
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      <pubDate>Mon, 14 Sep 2026 09:00:00 GMT</pubDate>
      <category>diario</category>
      <description>Dai numeri sul sacco alla razione reale: cosa ho capito sulle etichette e perché oggi ne parlo con chi mi chiede una consulenza.</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>La prima volta che ho preso in mano un sacco di crocchette e ho provato a capirci qualcosa, mi sono fermato sulla percentuale di proteine. Pensavo: più è alta, meglio è. Poi ho scoperto che il numero da solo non dice nulla se non sai da dove vengono quelle proteine.</p><p>L'etichetta legale italiana obbliga a dichiarare proteine grezze, oli e grassi grezzi, ceneri crude, fibre crude e umidità. Manca invece la percentuale di carboidrati, che devi calcolare tu con una sottrazione semplice: 100 meno la somma di proteine, grassi, fibre, ceneri e umidità. È lì che scopri quanto amido in realtà mangia il tuo cane.</p><p>Ho imparato anche che 'completo e bilanciato' è una garanzia minima, non una promessa di qualità. Vuol dire che il cibo contiene i nutrienti essenziali nelle proporzioni richieste per una vita normale, non che sia il cibo giusto per il tuo cane. Un levriero, un chihuahua e un cane corso non hanno gli stessi bisogni, anche se il sacco è lo stesso.</p><p>La lista degli ingredienti è ordinata per peso decrescente. Se tra i primi trovi cereali o derivati, stai dando al cane molto più amido di quanto immagini. Se la fonte di proteina arriva dopo il quarto o quinto ingrediente, il contenuto reale di carne è diverso da quello che la foto colorata sul sacco ti suggerisce.</p><p>Oggi, quando qualcuno mi scrive per una consulenza, la prima cosa che chiedo è: che cibo dai? Non per giudicare, ma per partire da un dato concreto. Leggiamo insieme l'etichetta, calcoliamo i carboidrati, confrontiamo il costo reale al giorno. Spesso basta questo per capire se la ciotola va bene o va rivista.</p><p>Non esiste il cibo perfetto per tutti. Esiste il cibo giusto per quel cane, in quel momento, con quel stile di vita. L'etichetta è solo il primo foglio della mappa. Il resto lo scrivi tu, ogni mattina, quando guardi il tuo cane davanti alla ciotola.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Il coraggio di restare fino alla fine</title>
      <link>https://ciotolanaturale.it/diario/il-coraggio-di-restare-fino-alla-fine</link>
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      <pubDate>Sun, 13 Sep 2026 09:00:00 GMT</pubDate>
      <category>diario</category>
      <description>Una porta che non ho aperto, e quello che ho imparato dopo su quanto contino gli ultimi minuti da svegli.</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Tobia era in braccio al mio allora fidanzato, già mezzo assente, gli occhi socchiusi. Io sono rimasto fuori dalla porta. Non per non farcela: era il suo cane, e il mio pianto in quella stanza avrebbe tolto spazio a un momento che non era mio da vivere in prima fila.</p><p>Quello che succede oltre quella porta lo so solo perché l'ho letto dopo, non perché l'ho vissuto. Prima arriva un sedativo, sottopelle o nel muscolo, e il cane scivola in un sonno sempre più profondo nell'arco di cinque, dieci minuti, fino a perdere coscienza del tutto. Solo dopo arriva la seconda iniezione, quella che ferma cuore e respiro in pochi minuti. Il cervello smette di percepire prima che smetta tutto il resto, quindi in quello che segue non c'è dolore. A volte restano piccoli movimenti dopo, anche quando il cane se n'è già andato: è normale, non è un ultimo istante di sofferenza, è solo il corpo che si spegne del tutto un momento più tardi della mente.</p><p>La cosa che mi ha colpito, quando mi capita di leggere di quel momento, è quanto conti la nostra presenza in quei primi dieci minuti iniziali. Oggi lo dicono anche studi scientifici e noi non possiamo più tirarci indietro.</p><p>Ancora oggi piango pensando a Giotto, a Milla, a Pinolo. So che sono stati fortunati, che in anni umani sarebbero arrivati quasi ai cento. Non cambia niente. Il fatto che una vita sia stata lunga e buona non toglie nulla al vuoto che lascia quando finisce.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Le orecchie che nessuno controlla</title>
      <link>https://ciotolanaturale.it/consigli/le-orecchie-che-nessuno-controlla</link>
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      <pubDate>Sun, 13 Sep 2026 09:00:00 GMT</pubDate>
      <category>consigli</category>
      <description>Nel Lagotto il pelo cresce anche dentro il canale auricolare: un problema che quasi nessuno considera.</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Un Lagotto che scuote la testa spesso non ha un capriccio. Ha qualcosa che lo infastidisce dentro l'orecchio, e il pelo di questa razza è la prima causa.</p><p>Nella maggior parte dei cani il pelo si ferma all'ingresso del canale auricolare. Nel Lagotto continua a crescere anche dentro, arrotolandosi su se stesso. Quel pelo trattiene umidità, cera, sporco, e crea l'ambiente perfetto per un'infiammazione. È lo stesso motivo per cui i barboncini, che hanno un pelo simile, hanno lo stesso problema.</p><p>Il pelo interno va tolto regolarmente, con le dita o con una pinzetta apposita, meglio se lo fa chi sa farlo senza fare male al cane: un toelettatore che conosce la razza, non chiunque. Da fare ogni volta che porti il cane a tosare, non una volta l'anno.</p><p>I segnali a cui prestare attenzione sono lo scuotere la testa più del solito, un odore diverso dal solito quando avvicini il naso all'orecchio, e una specie di crosta scura all'interno. Se li vedi, non aspettare il prossimo appuntamento dal toelettatore.</p><p>Il consiglio è: fai controllare le orecchie a ogni toelettatura, non solo il pelo del corpo. E se il cane si è appena bagnato, asciuga bene anche lì dentro.</p>]]></content:encoded>
    </item>
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      <title>Il tuo cane è ansioso, o è solo la sua razza?</title>
      <link>https://ciotolanaturale.it/approfondimenti/cane-ansioso-o-e-la-razza</link>
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      <pubDate>Sun, 13 Sep 2026 09:00:00 GMT</pubDate>
      <category>approfondimenti</category>
      <description>Uno studio finlandese su quasi 14.000 cani mostra che paura e reattività cambiano moltissimo da una razza all&apos;altra.</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Un temporale, e il cane trema sotto il tavolo mentre il vicino di casa con lo stesso identico cane sembra non farci caso. Il primo pensiero è sempre lo stesso: ho sbagliato qualcosa nell'educarlo.</p><p>Uno studio finlandese su quasi quattordicimila cani, che ha esaminato in dettaglio quattordici razze, dice che spesso non è colpa tua. Le differenze tra una razza e l'altra, su paura dei rumori, paura degli estranei, aggressività verso chi non conosce, sono enormi. Il dieci per cento degli Schnauzer nani mostra aggressività verso gli estranei. Nei labrador succede in meno di un cane su duecento.</p><p>Lo stesso studio mostra pattern precisi, non un generico "cane nervoso". Alcune razze si girano su se stesse rincorrendo la coda, altre no, mai, in nessun caso registrato. La reattività di un cane spesso ha una firma genetica riconoscibile, non è solo il risultato di come lo hai cresciuto.</p><p>Il consiglio è: prima di incolpare te stesso o il tuo cane, informati su cosa è tipico per la sua razza. Non giustifica tutto, ma cambia cosa puoi ragionevolmente aspettarti e da dove partire per lavorarci.</p>]]></content:encoded>
    </item>
    <item>
      <title>Cosa fare davvero con un cane reattivo</title>
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      <pubDate>Sun, 13 Sep 2026 09:00:00 GMT</pubDate>
      <category>approfondimenti</category>
      <description>Non tutto si risolve dicendo basta, e non tutto richiede un comportamentalista. La differenza sta nel metodo.</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Un cane che tira al guinzaglio e abbaia a un altro cane che passa, e il primo istinto è strattonarlo, alzare la voce, correggerlo. Il risultato quasi sempre è che la prossima volta reagisce peggio, non meglio.</p><p>Punire la reazione aggiunge stress sopra allo stress. Il cane non impara che quel cane che passa non è un pericolo, impara che quando lo vede arriva anche una punizione. Il trigger e la paura restano, si aggiunge solo un motivo in più per stare all'erta.</p><p>Quello che funziona davvero si chiama desensibilizzazione e contro-condizionamento, e non è complicato quanto suona. Si espone il cane al suo trigger a una distanza dove resta tranquillo, non dove reagisce, e si associa quella distanza a qualcosa di buono. Ci si avvicina solo quando il cane è pronto, non secondo un calendario fissato a tavolino.</p><p>Nel frattempo, evitare esposizioni inutili al trigger non è arrendersi. È impedire al cane di ripetere la stessa reazione decine di volte, cosa che la rafforza ogni volta un po' di più.</p><p>Il consiglio è: se la reazione è solo paura o evitamento, puoi lavorarci con calma e costanza. Se c'è aggressività vera verso persone o altri cani, o la situazione peggiora invece di migliorare, quello non è un progetto da fare da soli: serve un educatore che lavora davvero con cani paurosi e reattivi, non solo obbedienza di base.</p>]]></content:encoded>
    </item>
    <item>
      <title>Cosa cambia davvero nel piatto di un cane anziano</title>
      <link>https://ciotolanaturale.it/consigli/cosa-cambia-nel-piatto-del-cane-anziano</link>
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      <pubDate>Sun, 13 Sep 2026 09:00:00 GMT</pubDate>
      <category>consigli</category>
      <description>Meno calorie ma non meno proteine: nel cane anziano la razione va ripensata, non solo ridotta.</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Un cane anziano che annusa la ciotola e se ne va, quando prima la finiva in dieci secondi, sta dicendo qualcosa. Non sempre è un capriccio, e non sempre è solo colpa dei denti.</p><p>Con l'età il fabbisogno calorico scende, perché il cane si muove meno e brucia meno. Ma le proteine non vanno tagliate allo stesso modo: un cane anziano perde massa muscolare più in fretta di uno giovane, e ha bisogno di proteine di buona qualità per rallentare quel processo, non di meno proteine in generale.</p><p>Se i denti sono un problema, prima di cambiare tipo di cibo prova a bagnare le crocchette con un po' d'acqua tiepida e lasciarle ammorbidire qualche minuto. Spesso basta quello.</p><p>Un calo di peso improvviso in un cane anziano non va mai archiviato come normale invecchiamento senza controllarlo. Può esserlo, ma è anche il primo segnale di problemi che vanno indagati, non solo gestiti a tavola.</p><p>Il consiglio è: riduci le calorie, non le proteine. E se il peso scende senza una ragione chiara, prima il veterinario, poi la ciotola.</p>]]></content:encoded>
    </item>
    <item>
      <title>Perché a un cane anziano conviene l&apos;umido</title>
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      <pubDate>Sun, 13 Sep 2026 09:00:00 GMT</pubDate>
      <category>consigli</category>
      <description>Più acqua nel piatto, spazzolatura più delicata, cammino quotidiano: tre aggiustamenti pratici per un cane che invecchia.</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Un cane anziano che beve meno di prima è una cosa che quasi nessuno nota, finché non diventa un problema.</p><p>L'umido contiene tra il settanta e l'ottanta per cento di acqua, contro circa il dieci per cento delle crocchette secche. Per un cane che con l'età beve già meno spontaneamente, quella differenza pesa sulla funzione dei reni, uno degli organi che con l'età cede più spesso. È anche più morbido, più semplice da masticare per gengive e denti che hanno visto tempi migliori: un cane che rallenta a mangiare crocchette secche a volte non ha perso interesse, ha solo dolore che non sa mostrare in altro modo.</p><p>Sulla spazzolatura vale un ragionamento simile. La pelle di un cane anziano si assottiglia e produce meno sebo naturale, quindi la stessa spazzola che andava bene a cinque anni può essere troppo aggressiva a quindici. Spazzolare meno spesso, ma con attenzione, non è trascurarlo: è adeguarsi a una pelle diversa.</p><p>Sulla camminata quotidiana, anche breve, il consenso veterinario è netto: resta preziosa per la mobilità delle articolazioni e per la lucidità mentale del cane anziano. Smettere di camminare "perché ormai è vecchio" spesso accelera il declino invece di risparmiargli fatica.</p><p>Il consiglio è: passa all'umido o mescolalo al secco quando il cane inizia a rallentare a tavola. Spazzola con più delicatezza e meno frequenza. Non togliere la passeggiata quotidiana. È quello che lo tiene ancora dentro la sua vita.</p>]]></content:encoded>
    </item>
    <item>
      <title>Dieci anni in un ascensore</title>
      <link>https://ciotolanaturale.it/diario/dieci-anni-in-un-ascensore</link>
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      <pubDate>Sat, 12 Sep 2026 09:00:00 GMT</pubDate>
      <category>diario</category>
      <description>Un guinzaglio estensibile, un ascensore che parte e la paura di perderla in pochi secondi.</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Ieri ho perso 10 anni di vita.</p><p>Ho portato Kira a fare la sua passeggiata e, al rientro, è entrata tranquillamente in ascensore al guinzaglio.</p><p>Mentre le porte si chiudevano è riuscita ad uscire, l'ascensore è partito e ha cominciato a salire, io non sono riuscito a bloccarlo.</p><p>Lei è rimasta appesa in alto fino all'estremità della porta e poi, quando si è rotto il nastro del guinzaglio estensibile, lei è caduta rovinosamente a terra.</p><p>L'ascensore è arrivato al mio piano e sono immediatamente sceso a recuperarla e, per fortuna, non ci sono state conseguenze importanti.</p><p>Quella manciata di minuti mi ha portato ad un passo da un infarto, giuro.</p><p>Son due giorni che penso a quanto lei sia importante per me, quanto la sua presenza sia per me salvifica.</p><p>Non a caso si dice spesso che dietro a un cane ci siano storie di salvezza umana, ferite e vuoti senza fine riempiti.</p><p>Ci può essere una donna con un bambino mai nato, un uomo salvato da una valanga, dalle macerie di una casa, da una corrente di un'onda che l'ha portato via, un ragazzino malato con il suo unico amico.</p><p>Nel mio caso, dietro a Kira, un cane, c'è il bisogno del senso di famiglia dove lo scopo comune è amare ed essere amati.</p><p>Ed è per questo che i miei cani diventano sempre parte di me, sempre.</p><p>Perché io ho scelto lei, lei non ha avuto modo di scegliermi ma io so che oggi, se potesse farlo, sceglierebbe per la vita me.</p><p>Dorme ai miei piedi o con la testa sul cuscino accanto a me, i suoi occhi sono sempre fissi su di me ed è grazie a lei che mi sento meno solo.</p><p>Il 90% dei miei sorrisi sono dedicati a lei, Kira è la cura di ogni mio malumore e mi ricorda che non posso lasciarmi andare perché mi sono preso l'impegno di accudirla.</p><p>Ieri, se l'avessi persa, non sarei sopravvissuto a lei.</p><p>So che può sembrare eccessivo ma questo è.</p><p>Nulla vale quanto i suoi pianti di gioia quando rientro in casa, la sua coda impazzita per il suo snack, il suo cuore grande che mi accudisce con baci in faccia, è grazie ai suoi giochi in giro per casa che mi ricordo che questa è una casa e non un alloggio.</p><p>In quei pochi minuti, ieri, si è interrotto quel processo mentale per cui penso che vivrà all'infinito e, automaticamente, la paura si è appropriata di me, aprendo ferite e spingendomi a mille riflessioni su tutti i miei sbagli e carenze.</p><p>E ho capito che non posso essere più così emotivamente fragile.</p>]]></content:encoded>
    </item>
    <item>
      <title>Milla</title>
      <link>https://ciotolanaturale.it/diario/milla</link>
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      <pubDate>Fri, 11 Sep 2026 09:00:00 GMT</pubDate>
      <category>diario</category>
      <description>Mi hai scelto tu, seduta sulla mia scarpa. E alla fine sei tu che hai salvato me.</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Ti ho stretto a me un'ultima volta.</p><p>Ti ho annusata per bene, per permettere al mio cervello di immagazzinare il tuo odore, di creare il ricordo di te che mi porterò dietro per il resto dei miei giorni.</p><p>Ho provato a non piangere. Giuro, ci ho provato.</p><p>A pensare che hai avuto una vita lunga, bellissima e che siamo stati insieme più di quanto avremmo potuto immaginare.</p><p>E invece… sono ore che piango. Lacrime calde, silenziose, che sanno di gratitudine e disperazione.</p><p>Ti ricordi quando ci siamo incontrati? Mi hai scelto tu.</p><p>Con passo deciso ti sei seduta sulla mia scarpa. Quei tuoi occhi neri e sproporzionati mi hanno inchiodato il cuore.</p><p>In mezz'ora eri con me, in macchina, direzione Roma.</p><p>Camilla ti chiamavano, ma io dicevo 'no! È Milla, come Smilla, come la neve'.</p><p>Nessuno capiva, ma tu sì.</p><p>Rispondevi sempre al mio richiamo, anche quando le forze non c'erano più.</p><p>Abbiamo vissuto mille vite in una.</p><p>Ti ho vista con il gesso, ti ho tenuta in braccio dopo un avvelenamento, ti ho sentita russare come una vecchietta tenera.</p><p>E nei miei giorni più bui, eri lì.</p><p>Appiccicata a me sul letto, a leccarmi le lacrime, a ricordarmi che non potevo lasciarti sola.</p><p>Io ti ho salvata.</p><p>Ma sei tu che hai salvato me.</p><p>E questo non lo dimenticherò mai.</p>]]></content:encoded>
    </item>
    <item>
      <title>Il cane è famiglia. La legge ci arriva a rate, ma ci sta arrivando</title>
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      <pubDate>Fri, 11 Sep 2026 09:00:00 GMT</pubDate>
      <category>approfondimenti</category>
      <description>Un tribunale ha già riconosciuto il danno per la perdita di un cane. Un permesso retribuito per curarlo, in certi casi, si può già chiedere oggi. Il resto è ancora in discussione.</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Il 25 gennaio 2025 il Tribunale di Prato ha condannato la struttura che aveva in custodia una cagnolina a risarcire i proprietari non solo per il danno economico, ma anche per quello non patrimoniale, per la sofferenza della perdita. La sentenza si fonda sull'articolo 2 della Costituzione, quello sulla tutela della sfera affettiva della persona. Non è la prima volta che succede, ma è una delle pronunce più chiare in questo senso.</p><p>Sul fronte del lavoro, qualcosa esiste già oggi, anche se pochi lo sanno. Dal 2018 la Cassazione riconosce che un dipendente può chiedere un permesso retribuito per gravi motivi personali e familiari, lo stesso articolo che si usa per un parente malato, anche per assistere il proprio cane o gatto in un'emergenza sanitaria. Nel 2025 la Cassazione ha ribadito il principio, chiarendo che l'assistenza non deve necessariamente avvenire nell'orario coincidente con quello di lavoro. Non è un diritto automatico: serve una certificazione veterinaria che attesti l'urgenza e che non ci sia nessun altro in grado di occuparsene.</p><p>In Parlamento è in discussione una proposta, presentata dal deputato Devis Dori, che vorrebbe rendere tutto questo una regola scritta e uguale per tutti: fino a tre giorni di permesso retribuito in caso di morte del cane o del gatto, fino a otto ore all'anno per malattie o cure veterinarie urgenti. Per ora resta una proposta. Se ti serve oggi, il riferimento da portare al tuo datore di lavoro è la sentenza della Cassazione del 2018, non una legge che ancora non c'è.</p>]]></content:encoded>
    </item>
    <item>
      <title>Quanto pesa in più senza che nessuno se ne accorga</title>
      <link>https://ciotolanaturale.it/consigli/quanto-pesa-in-piu-senza-accorgersene</link>
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      <pubDate>Thu, 10 Sep 2026 09:00:00 GMT</pubDate>
      <category>consigli</category>
      <description>Il metabolismo scende con l&apos;età e dopo la sterilizzazione: la razione va rivista, non lasciata uguale per anni.</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Un cane adulto che si accuccia più lentamente sul divano di sei mesi fa non sta solo invecchiando. Probabilmente è cinque etti più pesante di prima e nessuno se n'è accorto perché è successo un etto alla volta.</p><p>Finita la crescita, il metabolismo si stabilizza e poi comincia a scendere piano. La stessa razione che andava bene a due anni non va più bene a cinque, se l'attività non è aumentata nello stesso modo. Se il cane è sterilizzato la questione si aggrava: il fabbisogno calorico scende in media di un venti, trenta per cento rispetto a prima e la ciotola spesso resta identica.</p><p>Il consiglio è: ricontrolla la razione ogni cambio di stagione, non una volta all'anno. Se il cane è sterilizzato, parti già da una razione più bassa di quella scritta sul sacco.</p>]]></content:encoded>
    </item>
    <item>
      <title>La pancia tesa dopo il pasto</title>
      <link>https://ciotolanaturale.it/consigli/la-pancia-tesa-dopo-il-pasto</link>
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      <pubDate>Thu, 10 Sep 2026 09:00:00 GMT</pubDate>
      <category>consigli</category>
      <description>Nei cani a torace profondo la torsione gastrica è un&apos;emergenza vera: come riconoscerla e come prevenirla.</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Un alano o un cane corso adulto che si sdraia dopo aver mangiato tutto d'un fiato, con la pancia tesa come un tamburo, sta correndo un rischio vero, non solo un fastidio digestivo.</p><p>Nei cani a torace profondo lo stomaco può riempirsi di gas e ruotare su se stesso. Si chiama torsione gastrica, ed è un'emergenza che uccide in poche ore se non si interviene. I fattori che la favoriscono sono noti: un pasto unico e abbondante, mangiare troppo in fretta, correre subito dopo aver mangiato.</p><p>Il consiglio è: dividi il pasto in almeno due volte al giorno e lascia riposare il cane un'ora buona prima di farlo correre. Se lo vedi con la pancia tesa e prova a vomitare senza risultato, è un'urgenza vera: portalo dal veterinario subito, non aspettare.</p>]]></content:encoded>
    </item>
    <item>
      <title>Perché cambia sempre crocchetta e non risolve niente</title>
      <link>https://ciotolanaturale.it/consigli/cambia-sempre-crocchetta-non-risolve</link>
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      <pubDate>Thu, 10 Sep 2026 09:00:00 GMT</pubDate>
      <category>consigli</category>
      <description>I batteri intestinali si adattano a un alimento in sette-dieci giorni: cambiare troppo spesso è la causa, non la cura.</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Un cane che cambia crocchetta ogni due mesi perché "si stanca" spesso non si stanca affatto. Ha lo stomaco che non riesce a stare al passo con i cambi.</p><p>I batteri intestinali si adattano a un alimento nell'arco di sette, dieci giorni. Se cambi cibo prima che quell'equilibrio si sia formato, le feci molli non sono colpa del nuovo alimento in sé, sono colpa del cambio troppo frequente. La transizione va fatta gradualmente, mescolando le proporzioni un po' alla volta.</p><p>Il consiglio è: se cambi cibo, fallo in almeno sette giorni, mescolando le proporzioni un po' alla volta. E non cambiare di nuovo prima di un mese.</p>]]></content:encoded>
    </item>
    <item>
      <title>Giotto</title>
      <link>https://ciotolanaturale.it/diario/giotto</link>
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      <pubDate>Thu, 10 Sep 2026 09:00:00 GMT</pubDate>
      <category>diario</category>
      <description>Diciotto anni insieme e un ultimo fischio davanti al cancello.</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Oggi ho pianto.</p><p>Oggi, nel vedere, sulla bacheca di un amico, gli occhi tristi, spenti e rassegnati di un cagnolone, non sono riuscito a non far scendere le lacrime.</p><p>Ho pianto sia per la rabbia nei confronti di chi non ha saputo o voluto proteggere quel bimbo peloso, che per il ricordo del mio adorato Giotto...</p><p>È impossibile, dopo aver trascorso tanti anni in compagnia del proprio cane, accettare di restarne privo, impossibile non sentire di aver perso qualcosa di sé, anche se si tratta di un cane anziano.</p><p>E non importa se si era cercato di prepararcisi e la morte non arriva improvvisa, la perdita è comunque straziante.</p><p>Giotto non era solo il mio cane. Era il mio migliore amico.</p><p>Lo avevo preso che era un cucciolo di 2 mesi, pelosissimo, un batuffolo bianco che sarebbe diventato uno splendido adulto di maremmano abruzzese... ricordo che, per portarlo a casa, lo avevo sistemato in un grosso scatolone sul sedile posteriore ma che la cosa non lo aveva entusiasmato, aveva cominciato a piangere disperato fino a quando non lo avevo spostato accanto a me, per terra, davanti al sedile anteriore del passeggero.</p><p>Fu un viaggio complicatissimo per il mio cercare continuo di non farlo arrivare tra i miei piedi mentre guidavo, finché, improvvisamente, non smise di agitarsi...</p><p>Il piccolo delinquente aveva trovato dei pastelli nella tasca laterale dello sportello e prendendone uno in bocca e scuotendolo, stava disegnando sul pezzo di cartone su cui era sistemato... di qui il nome Giotto!!</p><p>Da quel momento ha fatto parte di me per circa 18 anni e ha, in un certo senso, determinato e influenzato il mio modo di vivere, mi ha costretto a mantenere i rapporti con il mio ex, a programmarmi la vita per stare ancora con lui.</p><p>La morte di un cane non è certo traumatica come la perdita di un familiare, ovviamente, eppure le sensazioni son simili, ci si ricorda delle volte in cui ci si è arrabbiati inutilmente, si rimpiange di non aver passato più tempo insieme, si maledice la volta in cui lo si è rimproverato con più veemenza o più semplicemente ci si rimprovera di non avere dato al proprio fratellino peloso tutto ciò che si sarebbe meritato.</p><p>Nel mio caso il tutto è stato acuito da come Giotto se ne è andato...</p><p>Già da qualche tempo, era ormai così anziano, non era più in splendida forma, le sue forze diminuivano giorno dopo giorno, era rimasto senza denti, non mangiava praticamente più, aveva perso quasi completamente l'udito e, se pur non cieco, vedeva sempre meno.</p><p>Il cane forte e potente con cui avevo diviso metà della mia vita, che correva al mio fischio, che mi buttava a terra e lottava con me pur senza farmi un graffio, si stava spegnendo piano piano, assumeva un'aria sempre più abbattuta, si stava rassegnando alla vecchiaia.</p><p>Quel giorno ricevetti una telefonata dal mio ex compagno: 'Giotto è quasi arrivato alla fine, non so nemmeno se passerà la notte, non si alza più dal suo giaciglio, nemmeno per bere o per fare i bisogni...'</p><p>Ho ancora in testa la netta sensazione che provai, come se un pilastro della mia vita stesse andando via... il ricordo successivo è di me sul traghetto, con le lacrime che scendevano copiose, pregando perché mi venisse concesso il tempo per riuscire a raggiungerlo e per poterlo accompagnare nel suo ultimo viaggio.</p><p>Una volta davanti al cancello feci istintivamente quello che facevo sempre, fischiai.</p><p>Non era un fischio qualunque, era il fischio con cui sin da cucciolo lo chiamavo, il fischio che lui riconosceva tra tutti e che sapeva voleva dire 'amore mio, dovunque tu sia, raggiungimi'...</p><p>Quel giorno, con quel suono, se mai fosse stato ancora vivo, volevo solo chiedergli di resistere ancora un po', volevo che sentisse di non essere solo.</p><p>Inaspettatamente lo vidi faticosamente alzarsi, guardare verso di me e, con le ultime forze che gli erano rimaste, arrancare nella mia direzione, dolorante e incerto sulle gambe... corsi verso di lui per non farlo stancare ulteriormente, mi inginocchiai davanti a lui, lo abbracciai e gli sussurrai che ero lì, che non lo avrei lasciato, lo aiutai a voltarsi e lentamente, prendendoci tutto il tempo possibile, tornammo nel suo angolo, sulla sua coperta.</p><p>Il sospiro che fece lasciandosi cadere, rimbomba ancora nella mia testa ogni volta che penso a lui... mi fece un'ultima richiesta di carezza infilandomi il muso sotto il palmo della mano e solo allora si rilassò... mezz'ora dopo se ne andò per sempre.</p><p>E io gli sono ancora grato per avermi aspettato, per avermi regalato questo meraviglioso ricordo!</p>]]></content:encoded>
    </item>
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      <title>Quanto mangia un cane che lavora</title>
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      <pubDate>Thu, 10 Sep 2026 09:00:00 GMT</pubDate>
      <category>consigli</category>
      <description>Nei giorni di lavoro intenso il fabbisogno può raddoppiare: la razione fissa non funziona.</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Un border collie che finisce la giornata di lavoro e si butta sulla ciotola come se non mangiasse da una settimana non sta esagerando. Ha bruciato quello che ha bruciato.</p><p>Un cane ad alta attività può avere bisogno anche del doppio delle calorie nei giorni di lavoro intenso rispetto a un giorno di riposo. Il rischio non è solo dare troppo poco: è anche dare sempre la stessa razione fissa, indipendentemente da cosa ha fatto quel giorno.</p><p>Il consiglio è: non dare la stessa razione nei giorni di lavoro e nei giorni di riposo. Aggiusta la quantità in base a quanto ha bruciato quel giorno, non a una tabella fissa.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Le costole visibili non sono un problema</title>
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      <pubDate>Thu, 10 Sep 2026 09:00:00 GMT</pubDate>
      <category>consigli</category>
      <description>Nei cani da corsa un basso grasso corporeo è normale, non un segnale di sottopeso.</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Un levriero con le costole visibili e la colonna che si intravede sotto la pelle non è malato. È fatto così.</p><p>I cani da corsa hanno una percentuale di grasso corporeo naturalmente bassa, parte della loro fisiologia. Quello che sembrerebbe sottopeso in un labrador è la norma qui. Il rischio vero va nell'altra direzione: proprietari in buona fede che li sovralimentano perché li vedono troppo magri, appesantendo un corpo pensato per correre.</p><p>Il consiglio è: non giudicare il peso di un levriero con lo stesso occhio di un cane normale. Se le costole si vedono ma la colonna non sporge in modo doloroso, è nella norma per la razza.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Il pelo opaco non si cura con lo shampoo</title>
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      <pubDate>Thu, 10 Sep 2026 09:00:00 GMT</pubDate>
      <category>consigli</category>
      <description>Un pelo opaco è spesso una questione di alimentazione, non di prodotti esterni.</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Un pelo opaco a gennaio spesso viene scambiato per colpa del freddo o della muta. Alle volte è solo quello che sta mangiando il cane.</p><p>La qualità del pelo dipende molto dagli acidi grassi essenziali, gli omega tre e sei e dalla qualità delle proteine nella dieta. Un cucchiaio di olio d'oliva sulla crocchetta non risolve una dieta sbilanciata, aggiunge solo calorie. Se invece ci sono chiazze, arrossamenti o prurito, quella non è una questione di cibo.</p><p>Il consiglio è: se il pelo è solo opaco, guarda cosa mangia prima di cambiare shampoo. Se invece ci sono chiazze, arrossamenti o prurito, serve il veterinario, non la dieta.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Glucosamina o omega tre</title>
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      <pubDate>Thu, 10 Sep 2026 09:00:00 GMT</pubDate>
      <category>consigli</category>
      <description>Le prove scientifiche più solide sono per gli omega tre, non per glucosamina e condroitina.</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Chi ha un cane con l'artrosi prova quasi sempre la stessa cosa per primo: glucosamina e condroitina. È la scelta più pubblicizzata e purtroppo anche la più debole.</p><p>Una revisione sistematica del 2022 su settantadue studi ha trovato prove solide a favore degli omega tre, sia nella dieta che come integratore e prove deboli o assenti per glucosamina e condroitina. Uno studio durato tutta la vita su quarantotto labrador ha mostrato che il fattore che ha davvero ritardato l'artrosi non era un integratore: era il peso, mantenuto più basso attraverso una razione controllata.</p><p>Il consiglio è: se il tuo cane ha le articolazioni in difficoltà, la prima cosa da controllare è il peso, non l'integratore. Gli omega tre hanno prove serie a favore. Glucosamina e condroitina, da sole, molto meno.</p>]]></content:encoded>
    </item>
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      <title>Il cane alla catena non è più solo una questione di coscienza</title>
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      <pubDate>Thu, 10 Sep 2026 09:00:00 GMT</pubDate>
      <category>approfondimenti</category>
      <description>Dal 2025 tenerlo legato a lungo è reato in tutta Italia. Dal 2026 l&apos;Unione Europea ha le sue prime regole comuni su cani e gatti.</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Fino a poco tempo fa, un cane lasciato legato alla catena in un cortile era un problema di coscienza, non di legge, a meno che non si vivesse in una delle poche regioni che lo vietavano espressamente.</p><p>Dal 1° luglio 2025 è in vigore la Legge 82 del 2025, che riscrive il codice penale sui reati contro gli animali. Tenere un cane o un gatto legato alla catena per un periodo prolungato è ora vietato su tutto il territorio nazionale, salvo rare eccezioni sanitarie o di sicurezza documentate. Chi maltratta un animale rischia fino a due anni di reclusione senza possibilità di pagare una multa al posto della pena. Se la sofferenza è prolungata o l'uccisione avviene senza necessità, si arriva fino a quattro anni di carcere e sessantamila euro di multa.</p><p>Il 28 aprile 2026 il Parlamento europeo ha fatto un passo ulteriore, approvando il primo regolamento comunitario dedicato interamente a cani e gatti. Fino a quel voto, le regole su come si allevano, si vendono e si tengono cani e gatti cambiavano da un paese all'altro, a volte da una regione all'altra. Il regolamento vieta i collari a strozzo o con punte privi di meccanismi di sicurezza e conferma il divieto di tenere gli animali legati in modo prolungato.</p><p>Se conosci qualcuno che tiene ancora il cane legato tutto il giorno per abitudine, adesso puoi dirglielo con più di un'opinione dalla tua parte.</p>]]></content:encoded>
    </item>
    <item>
      <title>La leishmaniosi entra tra le malattie sotto sorveglianza nazionale</title>
      <link>https://ciotolanaturale.it/approfondimenti/leishmaniosi-sorveglianza-nazionale</link>
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      <pubDate>Thu, 10 Sep 2026 09:00:00 GMT</pubDate>
      <category>approfondimenti</category>
      <description>Da maggio 2026 è nell&apos;elenco ufficiale delle malattie animali di interesse nazionale. Non è una novità per chi vive al Sud, lo è per chi pensa di essere al sicuro al Nord.</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Con il decreto del Ministero della Salute del 26 gennaio 2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 16 maggio e in vigore dal 31 maggio, la leishmaniosi è entrata ufficialmente nell'elenco delle malattie animali di rilevanza nazionale sottoposte a sorveglianza.</p><p>È una malattia trasmessa da un piccolo insetto, il flebotomo, attivo soprattutto tra aprile e novembre nelle ore serali e notturne. Per anni è stata considerata una questione da regioni del Sud e delle isole, ma negli ultimi anni si sono registrati casi anche al Centro e al Nord, complice l'inverno sempre più mite.</p><p>La prevenzione resta la stessa di sempre, solo più necessaria di quanto si pensasse: collari o pipette repellenti nei mesi caldi, evitare di far stare il cane all'aperto nelle ore in cui il flebotomo è più attivo e un test periodico dal veterinario se si vive in una zona a rischio, anche se non si è mai considerata tale prima.</p><p>Il sintomo che dovrebbe far scattare un controllo, anche senza altri segnali, è la perdita di peso senza una causa apparente insieme a un pelo che si opacizza e si assottiglia, soprattutto intorno agli occhi.</p>]]></content:encoded>
    </item>
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      <title>Il cucciolo che cresce troppo in fretta</title>
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      <pubDate>Wed, 09 Sep 2026 09:00:00 GMT</pubDate>
      <category>consigli</category>
      <description>Il problema nel cucciolo di taglia grande non è la carenza, è l&apos;eccesso di calcio e calorie.</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Un cane corso di quattro mesi che pesa già quanto dovrebbe pesare a sei, fa sicuramente un figurone in famiglia ma è certo che rischia un danno alle articolazioni.</p><p>Nel cucciolo di taglia grande il problema quasi mai è la carenza. È l'eccesso. Il motivo è che un cucciolo giovane non regola ancora l'assorbimento del calcio come farà da adulto. Il suo intestino lo assorbe quasi tutto, qualunque quantità arrivi. Se il cibo è già completo e tu aggiungi altro calcio, quell'eccesso finisce nelle ossa più in fretta di quanto dovrebbe, alterando il rapporto tra calcio e fosforo che serve a costruire uno scheletro solido. Il risultato non è un osso più forte, è un osso più grande e meno denso, che deve reggere un peso che cresce troppo velocemente per lui.</p><p>Non aggiungere calcio a un alimento completo. Non gusci d'uovo tritati, non integratori generici comprati perché consigliati da qualcuno che non ha visto il tuo cane.</p><p>Il modo per controllare è semplice. Il palmo sulle costole, senza premere. Se non le senti, sta crescendo troppo in fretta.</p><p>Il consiglio è: non aggiungere mai calcio, vitamine o integratori a un alimento già completo. Controlla le costole con il palmo una volta al mese.</p>]]></content:encoded>
    </item>
    <item>
      <title>Perché un chihuahua non è un labrador piccolo</title>
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      <pubDate>Wed, 09 Sep 2026 09:00:00 GMT</pubDate>
      <category>consigli</category>
      <description>Metabolismo veloce, pasti piccoli e frequenti, denti da controllare da subito.</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Un chihuahua di due chili si ferma a fissare la ciotola vuota alle sei di sera, ancora prima di aver fame.</p><p>Il suo metabolismo brucia più in fretta di quello di un cane grande, in proporzione al peso. È una questione di fisica oltre che di biologia: un corpo piccolo disperde calore più velocemente rispetto alla sua massa e per compensare deve bruciare più energia a parità di peso. In più, il fegato di un cane così piccolo immagazzina pochissimo zucchero di riserva. Un labrador che salta un pasto attinge alle sue scorte per ore. Un chihuahua le esaurisce in molto meno tempo e quando finiscono arriva il calo di zuccheri, che nei casi seri lo rende debole, tremante, poco reattivo.</p><p>Meglio due o tre pasti piccoli al giorno che uno grande. Occhio ai denti. Nelle taglie piccole la bocca è più stretta rispetto al numero di denti che deve contenere, quindi si accumula placca più in fretta: restano il punto debole per tutta la vita, molto più che nei cani grandi.</p><p>Se un giorno lo vedi fiacco e non ha mangiato da ore, prova prima con un cucchiaino di miele sulle gengive: lo zucchero passa nel sangue attraverso la mucosa della bocca, molto più in fretta di quanto farebbe passando per lo stomaco e può bastare a farlo riprendere nell'immediato. Poi chiama comunque il veterinario, perché è un tampone, non una cura: un calo così ha una causa che va capita.</p><p>Il consiglio è: dai da mangiare due o tre volte al giorno invece di un pasto unico e tieni sempre un vasetto di miele in casa per le emergenze.</p>]]></content:encoded>
    </item>
    <item>
      <title>Come controllare il peso senza bilancia</title>
      <link>https://ciotolanaturale.it/consigli/controllare-il-peso-senza-bilancia</link>
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      <pubDate>Wed, 09 Sep 2026 09:00:00 GMT</pubDate>
      <category>consigli</category>
      <description>Il controllo vero si fa con le mani, una volta al mese, non a occhio.</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Alla fiera del quartiere qualcuno ti dirà che il tuo cane è in forma, guardandolo da lontano con la coda che scodinzola. Capirai bene che non è un metodo.</p><p>Il peso sulla bilancia da solo dice poco, perché la struttura cambia da cane a cane: due cani della stessa razza e dello stesso peso possono avere ossatura, muscolatura e forma del corpo diverse. Per questo i veterinari usano un altro sistema, chiamato punteggio di condizione corporea, che si basa su quello che senti e vedi, non solo su un numero.</p><p>Il controllo vero si fa con le mani, una volta al mese.</p><p>Passa il palmo sulle costole senza premere.</p><p>Le devi sentire, non vedere.</p><p>Se scompaiono sotto un cuscinetto di grasso, è già tardi.</p><p>Se sporgono nettamente, il cane è sottopeso.</p><p>Guarda il profilo del tuo cane dall'alto.</p><p>Dietro le costole deve esserci un restringimento visibile, la vita, lo stesso concetto della silhouette a clessidra che i veterinari cercano quando valutano un cane in salute.</p><p>Se il corpo è un tubo dritto dal collo alla coda, il peso è oltre la soglia.</p><p>Non serve una bilancia da farmacia o aspettare il veterinario. Serve farlo con regolarità e non aspettare che sia il cane a dirtelo per primo, a modo suo.</p><p>Il consiglio è: passa le mani sulle costole del tuo cane una volta al mese, senza premere. È più affidabile di qualsiasi bilancia.</p>]]></content:encoded>
    </item>
    <item>
      <title>Stesso sacco, due cani</title>
      <link>https://ciotolanaturale.it/approfondimenti/stesso-sacco-due-cani</link>
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      <pubDate>Tue, 08 Sep 2026 09:00:00 GMT</pubDate>
      <category>approfondimenti</category>
      <description>Due cani nella stessa casa, la stessa crocchetta e due risultati opposti: dove sta davvero la differenza.</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Osvaldo pesa quattordici chili e ne mangia duecento grammi al giorno. Alle undici di sera è ancora lì con la pallina in bocca che abbaia perché uno gliela tiri. Kira pesava la metà, mangiava molto meno della metà e ingrassava lo stesso.</p><p>Stessa casa. Stessa crocchetta. Stessa acqua dalla stessa ciotola.</p><p>Sul sacco c'era scritto completo e bilanciato, che è vero. Completo vuol dire che dentro c'è tutto quello che serve a un cane. Non vuol dire che serva a quel cane lì.</p><p>Le variabili sono cinque e le conosci già senza saperlo. Quanto è grande. Quanti anni ha. Cosa fa dalla mattina alla sera. Com'è la pelle. Come sono le feci.</p><p>Un malinois che lavora tre ore al giorno e un carlino che fa il giro dell'isolato non stanno mangiando lo stesso cibo, anche quando mangiano lo stesso cibo. Uno lo brucia, l'altro se lo tiene addosso.</p><p>Poi c'è il capitolo dei cuccioli, dove si fanno i danni che restano. Su un cucciolo di taglia grande il problema quasi mai è la carenza. È l'eccesso. Troppo calcio, troppe calorie, crescita troppo rapida e le articolazioni presentano il conto tre anni dopo. I limiti massimi di calcio fissati per i cuccioli in crescita sono più bassi di quelli per i cani adulti, non più alti. Nessuno lo dice al signore che aggiunge un cucchiaio di gusci d'uovo tritati alla ciotola del suo cane corso di cinque mesi, convinto di fare la cosa giusta.</p><p>C'è uno studio su quarantotto labrador, seguiti per tutta la vita. Metà mangiavano quanto volevano, metà il venticinque per cento in meno dello stesso identico cibo. I secondi sono vissuti quasi due anni di più e l'artrosi è arrivata molto più tardi. Stesso cibo. Quantità diversa. Due anni.</p><p>Quindi la domanda non è quale sia il cibo migliore. Quella risposta non esiste e chi te la dà sta vendendo qualcosa.</p><p>Il tuo cane te lo dice da solo, ogni giorno, in quattro modi. Le costole, che devi sentire sotto il palmo senza premere. Le feci, che dovrebbero essere raccoglibili in un pezzo solo. Il pelo, che se è opaco a gennaio non è colpa dell'inverno. E l'energia, quella vera, non l'entusiasmo di quando entri dalla porta.</p><p>Osvaldo adesso ha la pallina davanti alla ciotola e aspetta. Prima mangia, poi si gioca. Su questo non ha mai avuto dubbi.</p>]]></content:encoded>
    </item>
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